142e congrès, Pau, 2017
Circulations montagnardes, circulations européennes

Atelier 2. Montagne : enracinement, détachement et appropriation

Sous-thème : A.2.b. La terre, l'argent, les métiers :

Titre : Une miette de terrain, à n'importe quel prix - Una briciola di terra, a qualunque prezzo

Le 25/04/2017 - 14:00

La frase, tratta da una inchiesta molto nota condotta sulla provincia di Sondrio da Stefano Jacini, promotore della più importante inchiesta agraria realizzata nell’Italia liberale, descriveva l’attaccamento alla proprietà della terra da parte delle popolazioni delle Alpi lombarde, per cui la terra non si vendeva, di regola; la si acquistava però a qualunque prezzo (Jacini, 1858). La loro principale fonte di sostentamento derivava però dalla attività svolte dagli uomini nelle migrazioni stagionali. Da cosa nasceva tanta bramosia per la terra di montagna, povera e poco produttiva ? Anche nel versante italiano delle Alpi occidentali, come in quello francese, l’emigrazione produceva tradizionalmente risparmi in denaro e nelle reti del credito (Fontaine, 1993). Tuttavia la proprietà della terra continuò a svolgere fino ai primi decenni del Novecento un ruolo cruciale (Inea, 1932). La mia comunicazione intende analizzare i molti aspetti per cui la proprietà terra mantenne un ruolo centrale nel funzionamento delle migrazioni circolari. Essa infatti era la base indispensabile per l’autonomia delle donne e per la conduzione della loro economia agricolo-pastorale in assenza degli uomini. Essa poteva essere data a pegno per garantire il finanziamento delle attività imprenditoriali che gli uomini svolgevano nell’emigrazione, costituendo quindi la base del credito. L’analisi delle modalità con cui essa era acquistata, data a pegno e riscattata mostra quanto essa fosse irrinunciabile. Il suo acquisto infine ratificava il successo dell’impresa migratoria. Nei casi in cui la ricchezza prodotta nell’emigrazione fu significativa tuttavia, venne privilegiato l’acquisto delle terre in pianura, nell’area della risaia piemontese, che producevano ricchezza e ratificavano il prestigio sociale con il passaggio alla condizione di rentier.


Mme Patrizia AUDENINO, professeur en histoire des migrations à l'université de Milan, membre de la Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea (Sissco) et de la Società Italiana di Demografia Storica (Sides)